Il Primo Sparo


Una storia a filo d’acqua sul Battello Santa Maria

di e con Maurizio Zacchiga e Manuel Buttus

Intorno alle tre di notte del 24 maggio 1915, il cacciatorpediniere Zeffiro della Regia Marina italiana imbocca il canale che conduce a Porto Buso dove sorgono una caserma e un porticciolo austroungarici. A mezzo chilometro dal sito militare lancia un siluro, provocando danni a strutture e imbarcazioni e lasciando sul campo alcuni morti. È probabilmente questo il “primo sparo” del sanguinoso conflitto tra italiani e austro-tedeschi. La pianura friulana si trova improvvisamente al centro di operazioni di guerra che ne trasformano radicalmente la vita, l’economia e la struttura sociale. La figura del “nemico”, abilmente costruita dalla retorica patriottica su tutti i fronti, ha per i friulani di confine sfaccettature ancora più paradossali, portando a contrapposizioni fratricide tra vicini di casa. Anche il Basso Isonzo, il Golfo di Trieste e la nostra Laguna hanno avuto la loro lunga serie di battaglie. Umberto Leopoldo Pavon, detto “Poldo”, classe 1881, fu testimone e insieme protagonista di questo battesimo del fuoco a Porto Buso. Attraversando con il Battello Santa Maria i luoghi dove si svolsero quei fatti, i turisti-spettatori saranno coinvolti in un singolare viaggio della memoria: una coinvolgente rievocazione di quei tragici eventi che segnarono per sempre queste contese terre di frontiera.

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